05 agosto, 2011

Scettici e dogmatici (seconda parte)

Leggi qui la prima parte.

Di fronte a questo spettacolo di una bellezza terribile, Antonio si sente smarrito, teme di precipitare nell’abisso, ma soprattutto è turbato dalle parole dell’interlocutore: “Scopo non c’è! Come potrebbe avere uno scopo Dio? Quale esperienza ha potuto informarlo? Quale riflessione farlo decidere? Prima dell’inizio, non avrebbe agito; agire adesso sarebbe inutile… Come sulla terra, gli esseri che la popolano vi capitano successivamente, così in cielo sorgono astri nuovi – effetti differenti di varie cause. … L’ammettere in Dio parecchi atti di volontà, è come ammettere parecchie cause e distruggere la sua unità. La volontà in Lui non è separabile dall’essenza. Non ha potuto avere un’altra volontà, non potendo avere un’altra essenza e, poiché dall’eternità esiste, eternamente agisce. … Il nulla non esiste! Il vuoto non esiste! … Vi sono ovunque corpi che si muovono sul fondo inalterabile della distesa e se questa fosse in qualche modo limitata, non sarebbe più la distesa, ma un corpo. … La distesa è compresa in Dio il quale non è certo una porzione dello spazio, una tale o talaltra grandezza, ma l’immensità. … Tu gli parli, lo adorni persino di virtù, invece di riconoscere che possiede tutte le perfezioni. Concepire qualcosa al di là sarebbe concepire Dio al di là di Dio, l’essere sopra l’essere. Egli è dunque l’unico Essere, l’unica sostanza. Se la sostanza potesse dividersi, perderebbe la propria natura, non sarebbe più sé stessa, Dio non esisterebbe più. E’ indivisibile, come è infinito; se avesse un corpo, sarebbe composto di parti e non sarebbe più unico né infinito. Dunque non è una persona. … Tu vuoi che Dio non sia Dio: giacché, se provasse amore, collera e compassione, passerebbe dalla perfezione ad una perfezione maggiore o minore. Egli non può abbassarsi ad un sentimento né contenersi in una forma. … Non c’è dubbio che il male lascia indifferente Dio, dato che la terra ne è piena. Pensi che lo tolleri per impotenza o lo conservi per malvagità? … Se fu lui a creare l’universo, superflua è la sua Provvidenza. Se la Provvidenza esiste, la creazione è difettosa…. Non conoscerai mai l’universo nella sua completa estensione, di conseguenza non puoi farti un’idea della sua cagione né avere una giusta nozione di Dio… Tu, però, sei sicuro di vedere? Sei anche sicuro di vivere? Forse nulla esiste”.

Il Diavolo – si sa – è “loico”: la ragione sembra essere dalla sua parte. Ecco perché nessun argomento dialettico potrà mai instillare la fede che è paradosso, contraddizione, “scandalo”. Pascal e Kierkegaard l’avevano inteso. Fedeli, gettate le armi della dimostrazione: esse sono cedevoli, inservibili.

Ci si desta un giorno con il dubbio che tutto sia vano, tutto fortuito. E’ vero che personaggi come Hawking e la Hack riescono a conciliare l’ateismo con il convincimento che il cosmo ha una sua ratio, ma la loro è un’operazione accademica, una visione stiracchiata e piena di falle. Gli atei, persuasi che Dio non è, sono dogmatici: sui dogmi ci si adagia, come fossero soffici cuscini. Beati loro: una certezza, per quanto negativa, è sempre preferibile ad un groviglio di domande. O no? E’ una sfida incessante continuare ad esistere, tentando in ogni modo di arginare le ondate di assurdità che erompono dal caos. Qui l’attimo non è secolo, non è millennio: è eone. “Scopo non c’è”: è l’assenza di un fine che tortura le nostre ore piene-vuote. Se tutto è contingente, siamo in una lotteria cosmica, dove il dolore e la gioia, la morte e la vita sono distribuiti a vanvera. A volte ci pungola il dubbio che il senso che rintracciamo negli eventi sia una costruzione mentale a posteriori, come le figure che vediamo, a causa della pareidolia, nelle forme accidentali delle nuvole. Il significato è un’illusione ottica della coscienza: d’altronde di fronte a pochi densi sincronismi, quanti sono i lanci insensati!

Ci si chiede come sia possibile che ogni speranza, ogni richiesta si infrangano contro un muro di gelido silenzio. Ci si chiede come e perché un Dio degno di questo nome possa ignorare la sofferenza più indicibile. Ci inventiamo mille spiegazioni, elaboriamo mille elucubrazioni: Dio permette il male, ma siamo noi a sceglierlo, Dio non è perfetto, Dio ci vuole mettere alla prova, intende temprarci con i patimenti, Dio siamo noi, Dio è coscienza non del tutto consapevole, per evolvere (?) occorre il male, il male non esiste… Meglio stare zitti che balbettare: restiamocene con i nostri quesiti, taciti, muti, impassibili, come sfingi.

Così assistiamo impotenti e straniti al tramonto di Dio, mentre le tenebre si diffondono sulla Terra, simili a neri, appuntiti artigli.

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

13 commenti:

  1. Ciao Zret, riporto qui la frase che hai scritto in corsivo:

    "Non conoscerai mai l’universo nella sua completa estensione, di conseguenza non puoi farti un’idea della sua cagione né avere una giusta nozione di Dio… Tu, però, sei sicuro di vedere? Sei anche sicuro di vivere? Forse nulla esiste”.

    Non so se questa sia o possa essere la verità, ma, le si avvicina molto; si ... meglio il silenzio anche se tormentato dalla mente che non si ferma mai, staccare la mente come si stacca la spina nella presa e spegne ogni nostra pena ... forse ...

    wlady

    RispondiElimina
  2. Ecco una parola che mi mancava: pareidolia!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Pareidolia

    Sapevo che c'era e ora so perché quella tipa che ho conosciuto l'anno scorso riesce a vedere gli gnomi in una corteccia ed esponenti del Popolo dell'Acqua nella superficie di un ruscello.
    Anche a me capita questo fenomeno, ma entro termini fisiologici, mentre a quella ragazza capita in maniera estrema. Ora non ho più contatti con lei perché molti dogmatici hanno la tendenza ad essere permalosi e a non sopportare le osservazioni degli scettici.
    Per il resto, sull'annosa questione dell'esistenza di Dio, "Meglio stare zitti che balbettare".
    Un saluto.

    RispondiElimina
  3. Carissimo Wlady, anche a mio parere quelle domande si accostano alla verità, ad una possibile verità.

    Il Demiurgo ci ha plasmato un corpo caduco ed insufflato una mente mentitrice affinché soffrissimo. Dunque spegnere la mente, ogni qual volta possiamo, è doveroso.

    Ciao e grazie.

    RispondiElimina
  4. Freeanimals, non escluderei che esistano certe creature. Forse bisognerebbe aprire il terzo occhio, the third eye blind.

    Ciao e grazie.

    RispondiElimina
  5. ciao zret, sono in linea con te quando scrivi:Il Demiurgo ci ha plasmato un corpo caduco ed insufflato una mente mentitrice affinché soffrissimo."
    Credo che solo attraverso il silenzio si possa arrivare a percepire un assaggio dell'Essenza.
    Dogmi e schemi sono terribili catene per la coscienza.
    Un caro saluto.
    Andrea

    RispondiElimina
  6. Citazione:
    "non escluderei che esistano certe creature"

    Faccio il rompiscatole (scusa!).
    Ho visto ieri sera un pezzetto de "Il signore degli anelli", dove Frodo Baggins e il suo amico Sam lottano con Gollum.
    Come escludiamo senza ripensamenti l'esistenza dei mezzi uomini della Terra di Mezzo e di Gollum, così si dovrebbe escludere l'esistenza di gnomi, fate, elfi e troll.
    A meno che, questi ultimi, avendo avuto la patente di vetustà ed essendo stati inventati nella notte dei tempi, non siano per questo entrati di diritto nei fenomeni per i quali i ricercatori scettici (nel senso da te attribuito alla parola) non escludano la loro esistenza. E' dunque solo questione di stagionatura?
    Ciao
    :-)

    RispondiElimina
  7. Sì, Andrea, l'anima e la coscienza sfuggono al dominio del Demiurgo e sono la stretta porta verso la libertà.

    Ciao

    RispondiElimina
  8. Freeanimals, è anche possibile che pensare certe creature e situazioni le porti all'esistenza, come è probabile che in altri livelli di realtà abitino esseri che poi nella tradizione popolare vengono chiamati gnomi, elfi, fate, coboldi... Vallée ha scritto dei bei libri su tale tema, su Magonia. Da leggere.

    Ciao

    RispondiElimina
  9. P.s. In Tolkien la Terra di mezzo è simbolo di una regione interdimensionale, la stessa studiata da qualche fisico ed ufologo...

    RispondiElimina
  10. Una domanda, Zret: come concili il tuo essere "scettico" (alla ricerca della verità) con il postulare (dogmaticamente) l'esistenza di un "demiurgo"?

    Sei scettico o dogmatico, rispetto alla verità?
    O forse sei un dogmatico che fa finta di essere scettico?

    RispondiElimina
  11. Duxcunctator, circa le contraddizioni, di cui si nutre l'universo, anzi l'universo stesso è contraddizione, ti rispondo con una riflessione di Osho.

    "Non vi sto convertendo...Va benissimo che la gente mi trovi pieno di contraddizioni, perché solo un banalissimo erudito si preoccupa di dire cose sensate. Al contrario c'è un uomo che parla non per trasmettere conoscenze, bensì poesia, non conoscenze ma significato, non conoscenze bensì un profumo, una presenza... Io non ho nulla da dirvi, ma molto da condividere con voi".

    In ogni caso, la skepsis mi ha portato ad ipotizzare l'esistenza di un Demiurgo, non a definire tale esistenza come verità assoluta. Inoltre gli aforismi prescindono da una logica binaria, recuperando anche ciò che è stato negato e scartato.

    Ciao

    RispondiElimina
  12. mi sembra chiaro che siamo qui per ingannare parte della nostra esenza, che per motivi davvero oscuri, si prostra in questo mondo per subire ogni genere di angheria. Un motivo ci sarà, perchè sembra davvero ovvio che c'è molto più di quanto sembra, in noi..

    RispondiElimina

ATTENZIONE! I commenti sono sottoposti a moderazione prima della loro eventuale pubblicazione.

AddThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...